
I cittadini, in prima persona, sono chiamati oggi a rispondere attivamente alle sfide ambientali di questo millennio. Se, da una parte, le agende governative nazionali nonché locali e da un'altra i media, le comunità scientifiche, le accademie, il mondo dell'associazionismo si stanno impegnando nella rapida diffusione degli obiettivi comuni per far fronte alle suddette problematiche, ciascuno con i propri linguaggi e con il proprio pubblico, ciò non è ancora sufficiente, i risultati non sono ancora quelli sperati.
Permangono troppi dubbi, legati, da un lato, dall'enorme confusione creata dal bombardamento quotidiano di notizie e informazioni spesso prive di basi scientifiche ad opera di divulgatori e dei mass media, dall'altro dalla mancanza di un substrato solido di coscienza ecologica in tutti gli strati della società. L'Ambiente viene pertanto percepito come un argomento alla moda e sostanzialmente come una novità per molti, nonostante da sempre noi tutti siamo i diretti utilizzatori delle sue preziose risorse, essenziali per la nostra vita.
Ci sono ancora troppi orecchi e occhi distratti e anche tra chi cerca di informarsi dai mezzi di comunicazione tradizionale permangono ancora troppe incertezze, ad esempio sulla validità di alcune risorse rispetto ad altre oppure sull'efficienza e la covenienza di alcuni impianti.
Siamo il Paese che da anni ha bocciato il nucleare e che oggi invece sta ritornando nuovamente indietro sui suoi passi nell'inconsapevolezza generale. Tutto ciò rispetto ai paesi dove la coscienza delle problematiche ambientali è maggiormente diffusa con cognizione di causa; il che significa per noi solo un enorme spreco di energie, di opportunità e di denaro pubblico.
In risposta a queste carenze e in vista del raggiungimento degli obiettivi suddetti si evidenzia la necessità della diffusione di un sapere scientifico, ecologico, sia teorico che tecnico.

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