martedì 4 agosto 2009

Residenze Solari 2009


Dal 13 al 19 settembre a Pisa un "corso accelerato" su rinnovabili, risparmio e efficienza energetica. Prevista la partecipazione di docenti, produttori e tecnici.


Si terrà a Pisa dal 13 al 19 settembre una ¨Summer school¨ sulla conoscenza e l'utilizzo delle risorse rinnovabili e sulla promozione del risparmio e dell'efficienza energetica.

L´organizzazione è a cura del Centro ricerche economiche, territoriali e ambientali (Creta) di Pisa. Il progetto, dal nome ¨Residenze solari¨, può essere approfondito sul sito www.scuoladellerinnovabili.it (dove è possibile effettuare l´iscrizione), ed intende ovviare alla «scarsa conoscenza delle migliori tecnologie disponibili e (al)la diffidenza verso impianti non ancora diffusi su vasta scala», come si legge nella presentazione.

La Summer school, cui prenderanno parte sia esponenti del mondo accademico sia di quello produttivo oltre ai tecnici installatori e ai cittadini interessati, punta ad «affrontare e sviscerare il tema sia dal punto di vista tecnico che amministrativo» e «mettere i cittadini in condizione di poter operare sin da subito nel proprio territorio al fine di diffondere le migliori tecnologie disponibili».

Sono inoltre previsti approfondimenti sugli aspetti burocratici legati alla messa in opera di impianti a rinnovabili, oltre a nozioni sulla loro fattibilità, sul loro adatto dimensionamento e sullo studio delle risorse del territorio destinato ad accoglierli.


http://www.scuoladellerinnovabili.it

http://www.newstin.it/tag/it/136855383

http://www.050news.it/notizia.asp?idn=8899

http://www.intoscana.it/intoscana/vivere_in_toscana.jsp?id_categoria=5&id_sottocategoria=1228&id=237710&language=it

http://www.selese.org/a-settembre-si-torna-a-scuola/

domenica 12 luglio 2009



I cittadini, in prima persona, sono chiamati oggi a rispondere attivamente alle sfide ambientali di questo millennio. Se, da una parte, le agende governative nazionali nonché locali e da un'altra i media, le comunità scientifiche, le accademie, il mondo dell'associazionismo si stanno impegnando nella rapida diffusione degli obiettivi comuni per far fronte alle suddette problematiche, ciascuno con i propri linguaggi e con il proprio pubblico, ciò non è ancora sufficiente, i risultati non sono ancora quelli sperati.

Permangono troppi dubbi, legati, da un lato, dall'enorme confusione creata dal bombardamento quotidiano di notizie e informazioni spesso prive di basi scientifiche ad opera di divulgatori e dei mass media, dall'altro dalla mancanza di un substrato solido di coscienza ecologica in tutti gli strati della società. L'Ambiente viene pertanto percepito come un argomento alla moda e sostanzialmente come una novità per molti, nonostante da sempre noi tutti siamo i diretti utilizzatori delle sue preziose risorse, essenziali per la nostra vita.

Ci sono ancora troppi orecchi e occhi distratti e anche tra chi cerca di informarsi dai mezzi di comunicazione tradizionale permangono ancora troppe incertezze, ad esempio sulla validità di alcune risorse rispetto ad altre oppure sull'efficienza e la covenienza di alcuni impianti.

Siamo il Paese che da anni ha bocciato il nucleare e che oggi invece sta ritornando nuovamente indietro sui suoi passi nell'inconsapevolezza generale. Tutto ciò rispetto ai paesi dove la coscienza delle problematiche ambientali è maggiormente diffusa con cognizione di causa; il che significa per noi solo un enorme spreco di energie, di opportunità e di denaro pubblico.

In risposta a queste carenze e in vista del raggiungimento degli obiettivi suddetti si evidenzia la necessità della diffusione di un sapere scientifico, ecologico, sia teorico che tecnico.

domenica 5 luglio 2009

L'Italia, Kyoto e le buone intenzioni


L'Italia è tra i paesi sottoscrittori del Protocollo di Kyoto, protocollo in vigore dal 16 febbraio 2005 ma sottoscritto nel 1997.

Sappiamo bene che gli obiettivi ratificati allora rappresentano un punto di incontro minimale, cioè al ribasso, insufficienti a contrastare efficacemente il riscaldamento globale secondo l'opinione degli scienziati e degli organismi internazionali come IPCC, alla luce delle conoscenze dell'epoca e ancora di più in base alle conoscenze attuali. Chiarita la derivazione antropica del fenomeno si poteva osare di più. Tuttavia le percentuali fissate allora furono sostanzialmente delle decisioni politiche per agevolare la firma della maggior parte degli Stati mondiali e per innescare un cambiamento, una correzione di rotta che portasse il mondo verso forme di produzione, di consumo e di trasporto più sostenibili. I governanti si mantennero cauti nelle soglie da fissare, per timore di non raggiungere nemmeno quelle percentuali decise o di dover operare trasformazioni troppo decise e repentine alle economie dei loro rispettivi paesi. Se si fosse intervenuti sin da subito sarebbe stato facile centrare i modesti obiettivi che il Protocollo si prefiggeva e si sarebbe innescato un cambiamento sia nell'apparato economico che nel modo di pensare dei cittadini.

L'Italia è ancora indietro nonostante la firma risalga a diversi anni orsono e si avvia a non poter rispettare le scadenze e gli impegni presi. Soprattutto, andava evitato di puntare a meccanismi di riforestazione di Paesi in Via di Sviluppo o di Emission Trading, cioè acquisto di quote e “permessi di inquinamento” che possono trasformarsi semplicemente in una pressione fiscale ulteriore per le tasche dei contribuenti, senza reali benefici per la collettività nè per le condizioni atmosferiche e in generale del Pianeta.

La strategia migliore è il coinvolgimento dei cittadini sia con iniziative dal basso, sia con finanziamento ai progetti più innovativi e a chi non ha altre fonti di finanziamento, invece di incentivare, ad esempio con i CIP6, i grossi impianti fatti da grossi industriali, a puro scopo di profitto e senza alcuna cura per l'ambiente.

Abbattere il quantitativo di combustibili fossili significa non solo diminuire la quantità di anidride carbonica CO2 nell'atmosfera, ma anche andare ad alleggerire la bilancia energetica e commerciale italiana, dal momento che il 98% degli idrocarburi consumati nel Belpaese sono importati, e significa anche ridurre l'instabilità internazionale, dal momento che, come sappiamo, il petrolio è spesso la causa scatenante di conflitti più o meno dichiarati.

giovedì 25 giugno 2009

l'energia e i privati


Il consumo di energia che avviene all'interno delle nostre abitazioni rappresenta il 23 per cento del consumo energetico totale in Italia (1989). Questo dato già ci fa capire come intervenire per ridurre questa porzione può influire in misura non indifferente sull'intero bilancio energetico.

Ma se la riduzione del consumo domestico andasse al di là degli interventi di carattere tecnico, coinvolgendo il comportamento dell'utente, il risultato sarebbe ben superiore. Uno stile di vita meno consumistico si riflette, infatti, sull'intero sistema socio-economico, ovvero sul ciclo produttivo di beni e servizi, e, quindi, su tutti i flussi energetici che ne fanno parte. Occorrerebbe meno energia per l'estrazione delle materie prime, per la produzione, il trasporto, la distribuzione e l'uso dei prodotti e dell'energia.

Sono due i fattori determinanti sui quali agire; la quantità e la qualità, ovvero ridurre la quantità di energia e di materiali usati e impiegare energia e materiali più “efficienti”, che rendano lo stesso servizio impiegando meno risorse e determinando meno rifiuti


Oggi le possibilità di uso e di gestione dell'energia in casa sono enormemente più numerose rispetto al passato.

Gli usi di energia nella casa possono essere suddivisi in termini (calore per il riscaldamento, produzione di acqua calda, cucina) ed elettrici obbligati (energia elettrica per l'illuminazione o il funzionamento di elettrodomestici).

Con tecnologie innovative e accorgimenti tecnici è possibile risparmiare anche il 40 per cento fin dal primo anno, a parità di comfort, ma ancora di più si può fare con la modifica dei nostri comportamenti.

sabato 20 giugno 2009

Dove siamo ?



Il Centro Ricerche sull'Economia, il Territorio e l'Ambiente, per ora sotto forma di Associazione ma con l'obiettivo di diventare il nodo di un network che metta in rete tutte le risorse locali disponibili nel territorio, non a caso nasce in Toscana.


La Regione Toscana nota in tutto il mondo, per le sue bellezze artistiche, storiche e naturalistiche, per la sua ottima qualità della vita, per il suo incantevole paesaggio è da sempre risultata attenta all'utilizzo accorto delle sue risorse.


Gli obiettivi di sostenibilità nello sviluppo sono ancora oggi in primo piano e risultano di forte attualità, tanto è vero che dovrebbero essere il settore strategico a cui dovrebbero puntare sia gli amministratori quanto i semplici cittadini.


All'interno di questo contesto, nella valle dell'Arno, una piccola città tra i monti e il mare, Pisa, è il nodo infrastrutturale di comunicazione viaria, navale e aerea e sede di ben tre Istituzioni
universitarie.


L'Università di Pisa è uno dei più antichi e prestigiosi atenei d'Europa, centro d'istruzione di alta qualità, della formazione d'eccellenza che ricorda nella sua storia personaggi memorabili come Galileo Galilei, Enrico Fermi e altri illustri scienziati importanti nella storia del nostro Paese.


Pisa che ha dato i natali a Antonio Pacinotti e Ulisse Dini; Pisa città del Centro Nazionale delle Ricerche. Pisa città del Polo tecnologico, delle mille associazioni di volontariato e di categoria, città dell'Incubatore d'imprese.


Pisa è la città perfetta per ospitare un'iniziativa tanto scientifica quanto divulgativa, Pisa con le sue risorse intellettuali e materiali s'addice in maniera ideale a città cantiere per iniziative come quella proposta e presentata in queste pagine.

Pisa, infine, è tra le mete turistiche più note d'Italia e quindi rappresenta uno scenario incantevole dove trascorrere una settimana di settembre. L'atmosfera estiva unita al fresco preautunnale allieterà le serate degli ospiti che parteciperanno alla scuola, favorendone la socializzazione e l'ambientamento al contesto.

Perché l'energia rinnovabile ?



Il tema delle energie rinnovabili, oggi è sempre più di attualità: gli alti costi del prezzo dei combustibili fossili, uniti all'incertezza di approvvigionamento hanno reso le fonti rinnovabili una scelta strategica necessaria.


In particolare per il nostro Paese, che risulta essere povero di materie prime del sottosuolo e che si posiziona al secondo posto nella classifica mondiale degli importatori di energia elettrica, pagando a caro prezzo ogni singolo kwh.


Il progresso tecnologico fa sì che le fonti rinnovabili siano diventate alternative sostenibili da tutti i punti di vista, anche quello economico.

In questo particolare momento storico, anche i privati possono fare la propria parte.


Le energie rinnovabili sono per la loro natura diffuse e democratiche -cioè equamente distribuite in tutto il territorio- e chiunque abbia una casa o un tetto può assumere il proprio ruolo.

giovedì 18 giugno 2009

Il Mondo che ci piace





Noi puntiamo all'autosufficienza energetica. Vorremmo ridurre gli sprechi e i consumi non necessari e vorremmo che tutta l'energia consumata provenga da risorse rinnovabili, possibilmente di piccole dimensioni e presenti sul territorio. Siamo certi che questo al giorno d'oggi sia un obiettivo realistico e raggiungibile con il minimo sforzo.


Che cosa possiamo fare noi studiosi, ricercatori e liberi pensatori, persone libere e consapevoli, forti delle nostre conoscenze ma anche provati da leggi e regolamenti che talvolta ostacolano le azioni più avanzate della cittadinanza?


Le tecnologie ci sono, sono attualmente disponibili, collaudate e garantite. Nonostante ciò si
avverte un certo ritardo rispetto alle potenzialità che il settore avrebbe.


Su che cosa possiamo puntare oltre all'attività di stimolo fatta verso gli enti pubblici e le
amministrazioni locali?




Certamente sulla formazione dei cittadini, sul diffondere il sapere e le
conoscenze presso gli utilizzatori finali, che sono quelli che ne trarranno maggiore beneficio.




questo lo vorremmo fare attraverso il divertente ed utile mezzo di una summer school. una settimana full immersion, tutto incluso, di quelle che quando finisce ti senti diverso.




Restate in ascolto.........